LA’ IN FONDO

 

oltre il cancello-7891

 

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Mi fermo e guardo attraverso l’inferriata: scopro un piccolo giardino nascosto, un angolo e un momento che contiene tanta bellezza, un portone aperto, una sedia là in fondo davanti ad un finestrone, nella luce delicata della sera. Sembra un luogo bello in cui stare.

C’è silenzio e pace, lontano da tutto e dal rumore della vita che scorre. 

Mi trovo (e mi ritrovo) in un istante che mi riconnette con me stessa, in uno di quei momenti perfetti in cui fermare il tempo e stare lì.

Ondina

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la sedia giù in fondo-7893

 

:-)

ONLY WORDS?

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Come faccio, ora che è arrivata primavera, a non fermarmi nei pressi delle aiuole e non …portarmi a casa almeno le immagini di alcuni tra i fiori che preferisco?

Ogni anno la voglia di immortalarli si rinnova e quindi eccoli:

STILL TULIPS

A dirla tutta, me li sono pure comprati   :-)

yellow & white tulips

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22.02.1945 – 70 ANNI FA

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Seconda Guerra Mondiale, Bassano del Grappa, Veneto, Italia

Sui lecci del Viale dei Martiri le targhe a testimonianza degli eccidi perpetrati dai nazi-fascisti

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AL NAIR

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Eccovi
www.al-nair.com
il mio nuovo sito di fotografia
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Il suo nome è quello di una stella, stella alfa della costellazione della gru,
di colore azzurro, di magnitudine 1,8, ed ha una compagna separata di 28 secondi d’arco.
Dista 65 anni luce da noi e la sua luminosità è 70 volte quella del sole.
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Il suo nome, che deriva dall’arabo e significa “luminosa” o “la luminosa”, mi è piaciuto particolarmente.
Ondina

:-)

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Cliccando QUI e scendendo fino in fondo alla pagina visualizzata, potrete inserire il vostro indirizzo mail per iscrivervi e ricevere gli aggiornamenti del mio sito fotografico.

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ANCORA VENEZIA …

… con tanta nostalgia

venezia popolana-6590

gondoliere appisolato-6578

mao veneziano-6594

 

Passeggiando tra campi e calli, ho incontrato anche questa stupenda gatta dallo sguardo magnetico.
Così, tra alcuni scorci e molti ricordi, a chi passa di qua lascio i miei più sorridenti auguri di buone feste.
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GUARDA …

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Venerdì 12 settembre 2014 .

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Guarda quella luce laggiù, che si è aperta davanti a me dopo la curva; quella che filtra tra la nebbia e le nubi che di prima mattina avvolgono la mia stretta valle. Che talvolta mi toglie luce e colori. Ma stamattina è diverso.

Guarda quel fascio bianco traslucido: sembra un ponte che unisce e abbraccia la montagna dirimpetto e che, illuminandone la cima, la rende più preziosa del solito.

Guarda il verde delicatissimo, morbido e vellutato di quegli alberi che paiono un gregge infreddolito e raggomitolato stretto sul fianco ripido.

Guarda anche tu: io sono incantata anche se il paesaggio mi è conosciuto e spesso mi sembra scontato.

Ora devo andare, il tempo mi sfugge, non posso fermarmi, non ho altre possibilità di fermare se non così quel che mi ha particolarmente affascinato stamattina.

Ce l’ho ben presente, qui dentro, ma non so se sono riuscita a trasmetterti anche solo un po’ lo spettacolo di cui ho potuto godere io.

Ondina

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P.s. Stavolta niente immagini, quel momento l’ho fermato solo con i miei occhi e la mia testa.

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Il sacrificio dell’Arte. Rewind

ilmiosguardo:

Non solo … Napoli.

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Ringrazio per l’iniziativa: Assolocorale e Cartaresistente

Originally posted on assolocorale:

2013 © lois_design "lo scempio di Santa Chiara" 2013 © lois_design “lo scempio di Santa Chiara”

Ormai è noto che nel nostro Paese quello che dovrebbe essere il petrolio è ridotto a poco più di una misera attrazione. Il Patrimonio Artistico dovrebbe costituire la leva principale della nostra economia, divenendo non solo fonte di guadagno ma anche di reclutamento di risorse umane per impieghi dignitosi legati all’intero mondo della cultura. Purtroppo però tutto questo non accade.

La nostra Costituzione all’articolo 9 recita:
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione
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Uno dei principi fondamentali sui quali si fonda l’Italia.

View original 982 altre parole

INTERVALLO

 

 

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Chiudo e mi prendo una pausa.

Ho bisogno di staccare, ci vedremo più in là, non so quando, sicuramente se e quando avrò qualcosa da dire o da mostrarvi di interessante. Ma non smetterò di curiosare tra le vostre parole e i vostri pensieri.

Auguro a tutti quelli che passeranno da qui una bella estate.

ciao Ondina, con un sorriso     :-)

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la chiave per il cielo?-4819

 

PONTI E LEGAMI

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… I ponti gli piacevano, uniscono separazioni,

come una stretta di mano unisce due persone.

I ponti cucciono strappi, annullano vuoti, avvicinano lontananze.

(La casa dei sette ponti – Mauro Corona)

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ponte del diavolo-ponte della maddalena-borgo a mozzano-strada per abetone-4960

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Immagini del ponte del Diavolo o della Maddalena a Borgo a Mozzano (Lucca),  datate luglio 2011, realizzate al termine della suggestiva strada che dall’Emilia Romagna porta in Toscana tramite il Passo dell’Abetone.
E’ la stessa strada statale nei pressi della quale, molto lontano da lì, vivo anch’io.    :-)


Tempo fa m’è capitato in mano un piccolo libro di Mauro Corona, una fiaba ambientata ai giorni nostri, di cui riporto un breve passo, dolce e malinconico, che descrive molto bene quella valle, suggestiva e poco contaminata dalla modernità.

Tra quelle parole sono “inciampata” inoltre nella bellissima frase d’apertura di questo post …

Ondina

ponte del diavolo-ponte della maddalena-borgo a mozzano-strada per abetone-4970

ponte del diavolo-ponte della maddalena-borgo a mozzano-strada per abetone-4966

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L’intaglio lungo il quale si snoda la strada è sempre ombroso, stretto fra pareti alte e ripide, infiorate di alberi ritorti e stentati, sorretti da ciuffi di zolle nervose come calci di capra. Ogni tanto rocce verde scuro pencolanti e sgretolate appaiono qua e là, incombono da una parte e dall’altra come minacce. Sembrano sul punto di cadere, ma non cadono. Rimangono lassù, aggrappate al nulla, come un alpinista incrodato. Forse vogliono ricordare al viandante la precarietà dell’esistenza. Giù in fondo, con la stessa pazienza dei pendii, scorre un torrente dall’aspetto inaccessibile, di colore scuro come la valle che lo tiene in grembo. Solo ogni tanto, nelle balze più ostiche e nei salti, l’acqua si illumina di sorrisi con bagliori lucenti e occhi d’oro. D’autunno, i funghi rotolano in basso perché la valle trema di nostalgia e silenzio, mentre le poiane fanno i loro giri, a controllare che tutto rimanga segreto. Quella valle è uno sbrego torturato e duro, dieci chilometri lungo i quali i bordi sembrano abbracciare gli automobilisti e tirarli su, a respirare più in alto, dove c’è aria e sole. Da quei pendii scabri, sospesi sul vuoto, piccoli alberi ritorti e pieni di tristezza guardano verso un punto lontano, dove fratelli più fortunati godono un rigoglio unico in un posto meraviglioso: l’Abetone. E allora piangono. Spesso singhiozzano di dolore per essere stati confinati lassù, all’eterna penitenza, da qualche spirito invidioso e malvagio. Piangono e bagnano la strada: gli automobilisti, ignari, pensano che stia piovendo, e imprecano contro quella valle umida, disagevole e piovosa.

(La casa dei sette ponti – Mauro Corona)

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