monte sole


Ancora grazie Will per il tuo contributo alla memoria, contro l’oblio che sembra dilagare ….

Willyco

Alla fine per contarli, nella violenza icastica dei numeri, si arrivò a 775 morti tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944. Però ancor oggi non se ne conosce il numero preciso, non pochi rimasero insepolti per mesi. Negati prima, dalle autorità, contati per differenza poi, confrontando chi era residente tra il 1943 e il 1945. Scorrete i nomi, in calce c’è un link, sono centinaia, donne, vecchi, bambini, contateli voi. Guardate quei nomi, quelle età, ricostruite le famiglie, ambientatele nella fatica del lavoro, nella consuetudine, non priva di gioie del quotidiano, pensatele come vite vere, non una contabilità dell’orrore. Esistevano e furono interrotte. Guardando alle lapidi penso a ciò che non è stato, ma ancor più a ciò che era la vita per ciascuno di loro. E mi smarrisco. Non c’è nulla a cui attaccarsi, una ragione, un fine che non contenga esso stesso l’orrore assunto a modalità del comunicare. Volevano insegnare…

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11 pensieri su “monte sole

  1. Difficile, osservando una lapide con foto e epigrafe e scoprire che là è sepolta una giovane vita … ed accettare senza sentirsi stringere il cuore per quel che sarebbe potuto essere l’ esistenza di quella creatura ormai ridotta in polvere ! Onore a Te, @Miosguardo, e onore a @Willy … che, coi vostri scritti, ravvivate la Memoria, conferendo a quei corpi l’ immortalità cantata da @Lucrezio !
    MAGNA SACERQUE LABOR VATUM, OMNIA FATO ERIPIS ET DONAS POPULIS TERRARUM IMMORTALITATEM !

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    • Hai proprio ragione, Cavaliereerrante, è davvero difficile e faticoso, quando si è in quei luoghi, di fronte ad un Sacrario o ad una semplice lapide, ma un pensiero e un riconoscimento, un ricordo e un omaggio al sacrificio compiuto è doveroso.

      A me spaventa l’oblio, la sensazione di essere morti per niente, che tutto quel dolore, quelle morti lo siano state invano, senza scopo.

      Io non ci voglio credere, non è così, ma temo lo sia se non si tiene viva la Memoria.

      Quindi nessun merito, oltre a quello di ricordare e aiutare in questo senso.

      Grazie Cavaliereerrante, un sorriso e un abbraccio🙂

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  2. Sì … fà male al cuore, il solo pensare che il sacrificio di quei giovani soldati morti sul campo possa essere dimenticato dai posteri !!! 😦
    Ora, mia cara Amica, ti rappresento qui, e spero che Tu la possa divulgare, la lettera che un giovane sottotenente caduto sul fronte dell’ Ortigara scrisse ai propri genitori nel 1917 . Leggila, e scusami per la lunghezza del testo, completato da una mia nota !
    “LETTERA DI UN SOLDATO AL FRONTE .

    Testo integrale :

    18 giugno 1917 – ore 24 .

    Cari Genitori,
    scrivo questo foglio nella speranza che non vi sia bisogno di farvelo pervenire. Non ne posso fare a meno. Il pericolo è grave, imminente. Avrei rimorso se non dedicassi a voi questi istanti di libertà, per darvi un ultimo saluto.
    Voi sapete che odio la retorica .… No, no, non è retorica quella che sto facendo. Sento in me la vita che reclama la sua parte di sole : sento le mie ore contate, presagisco una morte gloriosa ma orrenda.
    Fra cinque ore qui sarà un inferno. Fremerà la terra, si oscurerà il cielo, una densa caligine coprirà ogni cosa, e rombi e tuoni e boati risuoneranno fra questi monti, cupi come le esplosioni che in questo istante medesimo sento in lontananza. Il cielo si è fatto nuvoloso : piove.
    Vorrei dirvi tante cose, tante ma Voi ve l’ immaginate. Vi amo, Vi amo tutti …… Darei un tesoro per potervi rivedere. Ma non posso. Il mio cieco destino non vuole. Penso in queste ultime ore di calma apparente, a te, Papà, a te, Mamma, che occupate il primo posto nel mio cuore ; a te, Beppe, fanciullo innocente, a te, Nina ….. Che vi debbo dire? Mi manca la parola : un cozzar di idee, una ridda di lieti e tristi fantasmi, un presentimento atroce, mi tolgono l’ espressione. No, no, non è paura. Io non ho paura. Mi sento ora commosso, pensando a Voi, a quanto lascio ; ma so di mostrarmi forte dinnanzi ai miei soldati, calmo e sorridente. Del resto anch’ essi hanno un morale elevatissimo.
    Quando riceverete questo scritto fattovi recapitare da un’ anima buona, non piangete. Siate forti come avrò saputo esserlo io. Un figlio morto in guerra non è mai morto. Il mio nome resti scolpito nell’ animo dei miei fratelli, il mio abito militare, la mia fidata pistola ( se Vi verrà recapitata), gelosamente conservati, stiano a testimonianza della mia fine gloriosa. E se per Ventura mi sarò guadagnato una medaglia, resti quella a Giuseppe.
    O genitori, parlate, parlate, fra qualche anno quando saranno in grado di capirvi, ai miei fratellini di me, morto a vent’ anni per la Patria.
    Parlate loro di me, sforzatevi di risvegliare in loro il ricordo di me. Chè è doloroso il pensiero di venire dimenticato da essi. Fra dieci, venti anni forse non sapranno più di avermi avuto fratello .
    Addio ……

                                             il Vostro Adolfo
    

    Fine testo .

    N.B. Questa Lettera fu scritta dal Tenente degli Alpini Adolfo FERRERO, torinese, “a poche ore” dalla sua eroica morte nella Battaglia dell’ Ortigara .
    La Lettera era stata affidata dal Tenente FERRERO al suo Attendente, affinchè la recapitasse ai suoi Genitori qualora, come presagiva, fosse caduto sul campo e non fosse stato in grado di spedirla lui stesso . Il destino ha voluto che morissero entrambi su quel Fronte insanguinato, e questo accorato documento, macchiato di sangue, è stato rinvenuto addosso a quel Soldato, accanto ai suoi resti mortali, SOLTANTO DOPO 41 ANNI !!!
    Oggi, la Lettera fa parte dei Cimeli del Museo Storico del SACRARIO MILITARE DI ASIAGO SUL MONTE PASUBIO .

    Bruno De Angelis
    Novembre 2010″

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    • Buongiorno caro Bruno,
      ti ringrazio per l’attenzione e per il ….”cara Amica”😀

      Se la memoria mi sostiene, mi avevi già spedito privatamente questa toccante e straziante lettera d’addio, ancora parecchio tempo fa.
      E’ stata un’emozione forte rileggerla e di questo te ne ringrazio, perché, oramai lo sai, per me (e spero per molti, ma sono una povera illusa, temo) è indispensabile continuare a ricordare, sì, soprattutto per la Memoria, ma anche per ribadire alla nostra povera società malata il grande significato del sacrificio di quei poveretti….

      Che sia una bella domenica Cavaliereerrante, grazie ancora!
      E alla prossima, con un sorriso,
      ciao🙂

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